Etica Sportiva

ATLETI

  1. GLI ALLENAMENTI VANNO SEGUITI CON ASSIDUITA’ RISPETTANDO GLI ORARI:NON ESISTE MIGLIORAMENTO O VITTORIA CHE NON SIA FRUTTO DI IMPEGNO E COSTANZA;
  2. IL PATTINAGGIO E’ UN GRANDE SPORT, E COME OGNI SPORT VA PRATICATO CON PASSIONE SENZA DIMENTICARSI CHE E’ INNANZITUTTO UN GIOCO;
  3. OGNI ATLETA DEVE SEMPRE DARE IL MASSIMO DELLE SUE POSSIBILITA’ NELL’INTENTO DI FAVORIRE NON SOLO IL SUCCESSO PROPRIO MA ANCHE QUELLO DELLA SOCIETA’: NON SI GAREGGIA UNICAMENTE PER SE STESSI, MA IN PISTA E IN GARA SI RAPPRESENTANO ANCHE I PROPRI COMPAGNI DI SQUADRA;
  4. LE NORME FISR E AICS VANNO RISPETTATE PUNTUALMENTE COSI’ COME LE DECISIONI DELL’ALLENATORE E DEI GIUDICI, ANCHE QUANDO QUESTE NON SEMBRANO CONDIVISIBILI;
  5. IL COMPORTAMENTO DEVE ESSERE SEMPRE EDUCATO E DIGNITOSO IN ALLENAMENTO, PRIMA, DURANTE E DOPO LA GARA;
  6. BISOGNA ADOTTARE UN LINGUAGGIO RISPETTOSO NEI CONFRONTI DELL’ALLENATORE, DEI COMPAGNI, DEGLI AVVERSARI , DEL PUBBLICO , DEI DIRIGENTI E DEI GIUDICI;
  7. L’AVVERSARIO VA RISPETTATO SENZA CONDIZIONI, NON E’ UN NEMICO MA UN UTILE COMPAGNO DI VIAGGIO : LA SUA PRESTAZIONE PERMETTE DI VALUTARSI E DI CRESCERE, LA COMPETIZIONE SERVE PER PROGREDIRE PERSONALMENTE;
  8. BISOGNA SAPER OSSERVARE CON ATTENZIONE LE PRESTAZIONI DEGLI AVVERSARI COME PURE DEI COMPAGNI DI SQUADRA PER CARPIRE QUELLO CHE SERVE PER ESSERE PIU’ GRANDI;
  9. OGNI VITTORIA DEVE ESSERE PRIVA DI PRESUNZIONE, OGNI SCONFITTA NON DEVE CONOSCERE ECCESSIVA AMAREZZA;
  10. PATTINARE E’ PRIMA DI TUTTO DIVERTIRSI SU UN ATTREZZO DI CUI BISOGNA AVERE ESTREMA CURA, SE CI SI DIVERTE NASCE LA PASSIONE, CON LA PASSIONE SI SOPPORTANO SACRIFICI E IMPEGNO, CON QUESTI ULTIMI SI ARRIVA SEMPRE AI RISULTATI.

GENITORI

  1. I GENITORI DEBBONO AIUTARE I PROPRI FIGLI A CAPIRE LE GIUSTE MOTIVAZIONI PER PRATICARE IL PATTINAGGIO SIA A LIVELLO AGONISTICI CHE AMATORIALE;
  2. BISOGNA ESSERE DEI MODELLI DI COMPORTAMENTO IN OGNI SITUAZIONE, SPECIALMENTE A BORDO PISTA E A CASA DOVE GLI ATLETI PORTANO LA FATICA, LE SPERANZE MA ANCHE LE DELUSIONI DI OGNI GIORNATA D’ALLENAMENTO;
  3. NON SI DEVE FARE CARICO SUI FIGLI DELLE PROPRIE AMBIZIONI;
  4. I DIRIGENTI E GLI ALLENATORI NON VANNO MAI CRITICATI IN PRESENZA DEI FIGLI, MA DEVONO ESSERE FATTI PARTE DI DUBBI E VALUTAZIONI PERSONALI PRIVATAMENTE;
  5. VANNO RICONOSCIUTE LE PRESTAZIONI ANCHE DEGLI ALTRI ATLETI E NON SOLO QUELLE DEI PROPRI FIGLI;
  6. LE DECISIONI DELL’ALLENATORE E DEI GIUDICI DI GARA VANNO SEMPRE ACCETTATE ANCHE QUANDO NON LE SI CONDIVIDE;
  7. NON BISOGNA FARE DA SECONDO ALLENATORE DAL BORDO PISTA, AL PROPRIO FIGLIO UN ALLENATORE PUO’ BASTARE.

ALLENATORI

  1. LA MISSIONE E’ INSEGNARE FACENDO IN MODO CHE GLI ATLETI SI DIVERTANO, E’ CONTROPRODUCENTE UN ATTEGGIAMENTO TESO A STRIZZARLI FINO ALL’OSSO;
  2. L’ATLETA VA ALLENATO CON CONTINUITA’ E QUALITA’ DURANTE TUTTO L’ANNO, NON SOLO IN PROSSIMITA’ DELLA GARA;
  3. NON ESISTONO SOLO I CAMPIONI, BISOGNA DEDICARE A TUTTI LA PROPRIA ATTENZIONE;
  4. QUANDO SI INCONTRA IL CAMPIONE, GLI VA INSEGNATA L’UMILTA’ E LO SPIRITO DI SQUADRA;
  5. L’ALLENATORE E’ UN EDUCATORE, BISOGNA AVERE SEMPRE UN COMPORTAMENTO E UNO SPIRITO DI SERVIZIO CONSONO AL RUOLO SVOLTO.

Questo sito utilizza solo cookie tecnici per consentire la fruizione ottimale del sito. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca su "Più informazioni". Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando sul pulsante "Chiudi", acconsenti all'uso dei cookie.